Dipendenze

Ricerca Intervento “Antecedenti psico-sociali ed uso di sostanze stupefacenti negli adolescenti. Sperimentazione modello formativo”. In partenariato con la regione Calabria, l’Asl di Catanzaro e l’Università della Calabria, Dipartimento di Scienze dell’Educazione. Ministero della Salute (2001)

Numerosi studi hanno evidenziato come tra gli adolescenti l’uso di sostanze stupefacenti sia condizionato da fattori individuali e sociali (Biddle, Bank, & Marlin, 1980; Hansell, S., & Mechanic, D.,1990). Più in particolare gli studi hanno evidenziato che l’uso di droghe è associato da un lato all’influenza di tratti di personalità come il “Bisogno di emozioni forti” e le strategie di coping, e dall’altro all’azione sinergica di variabili sociali come la presenza di tossicodipendenti nella propria famiglia, tra i membri del proprio gruppo di riferimento, e la pressione da parte dei propri coetanei all’uso di sostanze psicotrope (Bentler, 1992; Botvin et al., 1992; Farrell, Danish, & Howard, 1992; Goddard, 1992, McNeill, 1992; Newcomb & Felix-Ortiz, 1992).

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RELAIS – Reti di lavoro per l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo di soggetti deboli, trasferimento della buona pratica del D3D – AUSL FR. Nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema Obiettivo 3 del Fondo Sociale Europeo (2002)

La Azienda Sanitaria Locale Frosinone – attraverso il Dipartimento per il Disagio, la Devianza, la Dipendenza (D3D) – ha negli ultimi anni progettato, sviluppato, monitorato e collaudato una metodologia di lavoro ed un modello organizzativo di lavoro di rete. Esso è centrato sul coordinamento inter-istituzionale e sull’integrazione operativa tra enti di natura pubblica, privata, privata-sociale operanti sul territorio provinciale. In questo modo, si realizza la possibilità di connettere le politiche sociali con quelle sanitarie e con quelle del lavoro a favore dei soggetti deboli. A questo riguardo, gli strumenti principali della nuova politica di pianificazione ‘dal basso’, cioè il piano sociale di zona, il piano sanitario attuativo locale e il patto territoriale per il lavoro, costituiscono le forme e le occasioni per realizzare la politica di inclusione sociale e lavorativa in ambito locale.

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ReLatium. Inserimento sociale, formativo e lavorativo di persone a bassa soglia di inseribilità nel mondo del lavoro. (Regione Lazio) (2004)

Il Dipartimento 3D ha avviato da circa sei anni un modello di intervento specifico per l’inserimento lavorativo di soggetti deboli (tossicodipendenti nel percorso riabilitativo ed ex tossicodipendenti, giovani a rischio di marginalità, ex detenuti, ecc). Tale modello, teso al superamento del tradizionale approccio a carattere assistenzialistico, si basa:
(a) sullo sviluppo delle competenze e delle potenzialità dei soggetti deboli, affinché il lavoro sia un’opportunità “vera” di emancipazione dell’individuo;
(b) sul collegamento degli inserimenti lavorativi con le esigenze delle imprese di assumere personale qualificato ed affidabile.

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