Immigrazione

La valutazione dei servizi offerti ai malati di sclerosi multipla In partenariato con l’AISM, Neurologia Azienda Ospedaliera BMM Reggio Cal., Neurologia Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università Magna Grecia Catanzaro.(ricerca finalizzata 2002)

La Sclerosi Multipla (SM) o sclerosi a placche è una malattia cronica invalidante che colpisce il sistema nervoso centrale. I dati epidemiologici evidenziano che circa 3 milioni di persone sono affette da SM in tutto il mondo, in Italia ne sono affette 50.000 persone, uno ogni 1200 abitanti, con circa 1.800 nuovi casi diagnosticati annualmente. L’obiettivo generale del presente lavoro è di fare il punto sulla situazione relativa all’assistenza formale e informale ai pazienti affetti da SM nel nostro paese, prevedendo tra regioni diverse la condivisione di modelli assistenziali e percorsi terapeutici, con una particolare attenzione a rendere comparabili i risultati prodotti (soprattutto in termini di risultati di benessere e di qualità della vita dei principali caregivers e dei pazienti stessi), onde favorire l’evidenziazione dei risultati migliori, il benchmarking, l’esportazione delle esperienze.

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I sistemi di rilevazione degli infortuni sul lavoro per gli immigrati. (Pres. Cons. Ministri)(2001)

Tra le principali declinazioni della condizione di immigrati in Italia, che hanno costituito uno dei pilastri del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione, quella della integrità, intesa come tutela della sfera della salute della popolazione immigrata, appare come una prospettiva evolutiva sempre più importante e complessa in termini culturali, organizzativi e finanziari.

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Seconde generazioni di stranieri in Italia, acquisizione di informazioni approfondite sulla situazione delle seconde generazioni di stranieri residenti sul territorio nazionale. (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) (2002)

Il consolidamento della presenza duratura e stabile degli immigrati nel nostro territorio fa emergere, come già accaduto in altri paesi, una nuova generazione di stranieri nati in Italia o stabilitisi in Italia in tenera età. Se si considerano le nuove nascite ed i ricongiungimenti familiari, possiamo concludere che è sempre maggiore l’incidenza di questo gruppo di stranieri, le cui caratteristiche devono ancora essere studiate e conosciute.

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Comunità immigrati: strategie per la prevenzione degli infortuni lavorativi e domestici. (ISPESL) (2003)

La letteratura più recente sulle condizioni di vita degli immigrati nel nostro Paese dà conto di una domanda di salute particolarmente complessa, all’interno della quale convivono importanti patologie fisiche e psicologiche legate a situazioni alloggiative insalubri e fatiscenti, a condizioni di lavoro faticoso ed a grave rischio, ad instabilità economica e sociale, a malnutrizione, ad isolamento e solitudine, a scarsa socializzazione e capacità di integrazione nella vita sociale e professionale.

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Immigrati e Modelli di Offerta Sanitaria Appropriati: Salute Mentale e Materno-Infantile. (Ministero della Salute – Direzione Generale della Ricerca Scientifica e Tecnologica) (2007/2009)

Numerose ricerche indicano la salute mentale e materno-infantile degli immigrati come gli ambiti prioritari degli interventi di sanità pubblica e nell’ultimo Piano Sanitario Nazionale (PSN) è stata altresì sottolineata l’importanza di adottare dei percorsi sanitari che considerino adeguatamente la multiculturalità della domanda sanitaria ed i modelli più appropriati per rispondere efficacemente a tale esigenza.

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Casa Sicura – Campagna sulla Salute e la sicurezza per i collaboratori domestici stranieri in Italia. (ISPESL) (2009/2011)

La frequenza degli infortuni tra colf e badanti è ancora poco conosciuta a causa della presenza di moltissimi lavoratori senza tutele contrattuali, della scarsa diffusione dell’assicurazione sul lavoro domestico tra i cittadini stranieri, della ricattabilità dei lavoratori stranieri da parte dei datori di lavoro, della tendenza a sottostimare i possibili esiti degli infortuni, di barriere di tipo linguistico e culturale.
Un’indagine condotta dalla Fondazione Labos nel 2005 aveva comunque individuato 5 problematicità principali su cui sarebbe stato opportuno intervenire per arrivare ad una maggiore conoscenza del fenomeno e predisporre opportuni strumenti di contrasto.

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